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Dicono di lei
EUROPA in MOVIMENTO
Rapporto di fine mandato
2004-2009
In questo rapporto di attività troverete un resoconto dei momenti più importanti della mia vita al Parlamento europeo dal 2004 al 2009. Alla fine di questa legislatura è utile infatti cercare di riassumere quali sono stati gli elementi cruciali. Una legislatura che ha rappresentato un reale spartiacque rispetto al passato: innanzitutto perché sono arrivati i deputati dai nuovi paesi membri; poi perché in questi cinque anni sono passate dal Parlamento europeo decisioni cruciali per il futuro dell’UE e questa istituzione ha acquisito un’importanza nel processo legislativo che non aveva prima. E infine perché ancora una volta la riforma costituzionale è fallita e non sappiamo, oggi come oggi dopo la caduta del governo ceco e prima del secondo referendum irlandese, se il Trattato di Lisbona sarà ratificato presto o no, cosa che rende più che evidente per noi federalisti che se mai ci sarà una vera Costituzione europea è improbabile che si farà a 27.
Il Parlamento europeo è insomma un’istituzione dotata di reali poteri e nella quale si giocano partite importanti. Sono ormai lontani gli anni nei quali era solo un luogo di chiacchiere e di pensionamento di vecchie glorie, come in Italia ancora si insiste a pensare.
È vero però che, al pari delle altre istituzioni UE anche per il PE esiste una percezione di lontananza ed estraneità dei cittadini europei dall’UE, che si riflette sul tasso decrescente di partecipazione alle elezioni. Le ragioni di questa disaffezione sono due: politiche sbagliate, puntate tutte su liberalizzazioni e deregolamentazione e assenza in questi ultimi anni di un grande progetto mobilizzatore. Questo non è un problema da poco, soprattutto in tempo di crisi. Se la coesione europea diminuisce ancora, se non riusciamo a convincere la gente che solo strumenti europei di partecipazione e decisione riusciranno a limitare i danni di un sistema economico, mediatico e politico controllato da grandi gruppi economici e da pochi individui, non potremo che continuare la triste deriva verso un populismo oligarchico e sempre meno trasparente, già ben visibile in Italia.
In questa situazione, il ruolo dei Verdi europei è stato molto importante e lo sarà sicuramente ancora nel prossimo parlamento. Un ruolo di stimolo, di avanguardia, ma anche un elemento indispensabile nella definizione di compromessi e soluzioni che hanno saputo spesso (anche se non sempre) portare a casa risultati di molto maggiori in rapporto al numero esiguo dei nostri membri (43 su 785).
Abbiamo potuto contare su un gruppo molto coeso, competente e capace di tessere rapporti e alleanze positive. Questo si è visto in molte occasioni, prime fra tutte il pacchetto energia, la direttiva sulle rinnovabili e la definizione del nuovo sistema di scambio di emissioni, ma anche le direttive servizi, tempo di lavoro, rifiuti, inquinamento dell’aria, Reach e molte altre che vedrete descritte in questo rapporto di attività.
Per quanto riguarda l’Italia, ho lavorato molto con una serie di colleghi italiani nel gruppo socialista, della sinistra unitaria e in qualche caso anche del gruppo liberale (i radicali in particolare) con i quali siamo spesso riusciti ad orientare l’atteggiamento del PE nei confronti del dibattito politico in Europa e in Italia: dalle discriminazioni nei confronti dei rom e dei migranti, alla concentrazione dei media, ai rifiuti, alle bugie sui costi del pacchetto energia.
Anzi da coordinatrice dei deputati dell’Unione fino alla caduta del governo Prodi, posso dire che il lavoro al PE trasversale ai gruppi è stato molto fruttuoso e molto lontano dai toni e dai metodi in vigore in Italia. È anche per questo che la storiella molto in voga nella propaganda di “regime” secondo la quale è necessario razionalizzare e ridurre la “frammentazione” nei gruppi è totalmente falsa. Questa legislatura ha dimostrato invece che saper agire e avere un’influenza in tutti i gruppi è molto più utile per creare maggioranze in grado di fare avanzare le cose.
Inoltre, abbiamo valorizzato la funzione del PE come casa degli europei, aprendolo ai militanti e membri di associazioni; raccogliendo le istanze di gruppi di cittadini e comitati abbiamo con frequenza portato all’attenzione dell’UE situazioni di illegalità e sperpero di denaro pubblico che hanno convinto la Commissione europea ad aprire procedure di infrazione e controlli, su temi diversi come le concessioni autostradali, la protezione della natura, le grandi opere, la caccia, il CIP6 eccetera.
Le prospettive per la prossima legislatura dipendono dunque direttamente dalle maggioranze che verranno definite dalle elezioni del 6/7 giugno prossimi: più verde e progressista sarà il PE più facile sarà riorientare la politica e l’economia europea verso quella “rivoluzione” ecosostenibile che abbiamo definito nel Green New Deal, sola strada davvero percorribile per uscire dalla crisi globale che oggi attraversiamo.
Monica Frassoni
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Dicono di lei...
Carlo Petrini, Presidente di Slow Food
"Devo dire che raramente si riscontra tanta sensibilità nel mondo politico per le tematiche relative alla piccola agricoltura, alle produzioni realmente sostenibili (che già esistono!) e a modelli alternativi di produzione, trasformazione e distribuzione del cibo. L'impegno di Monica Frassoni da questo punto di vista è stato molto utile per tutti noi, per portare a Bruxelles le voci e le esigenze del mondo più umile, ma anche più avanguardistico, in tema di produzione alimentare: saranno i protagonisti di una nuova rivoluzione industriale e di nuovi sistemi economici. Chi guarda a loro, li ascolta e li aiuta dimostra una lungimiranza non comune."

Monica Frassoni con Carlo Petrini al Salone del Gusto di Torino il 24 ottobre 2008
Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera
"La politica, quella vera, è un’espressione altissima di impegno e di servizio per il bene comune, una scelta mossa dalla generosità non meno che dal desiderio di contribuire in prima persona al cambiamento.Proprio questo ho visto in te, cara Monica, nella passione con cui interpreti il tuo “lavoro” di parlamentare europea, nelle tue intelligenti e spesso scomode battaglie. Una voglia di mettersi in gioco che nasce dalla corresponsabilità, dalla consapevolezza che fare politica significa innanzitutto tutelare e promuovere quei “beni” che appartengono in egual misura a tutti: i diritti, la libertà e dignità di ogni persona, le regole che ci permettono di vivere insieme, l’ambiente che è la nostra “casa” comune.Ti ringrazio Monica per il tuo prezioso lavoro e per la capacità di dialogare, di collaborare con le realtà della società civile e responsabile. Grazie per l’affettuoso e determinante sostegno che hai dato alla rete antimafia europea FLARE, per come ci hai accolti e accompagnati a Bruxelles. C’è un grande bisogno di persone come te, con le tue qualità e quell’entusiasmo, quella capacità di mobilitare e coinvolgere le persone intorno a obbiettivi importanti. Continua così: da tutti noi l’augurio di poter camminare ancora insieme verso il cambiamento che sogniamo e che vogliamo essere."

Monica Frassoni con don Luigi Ciotti alla presentazione di FLARE a Bruxelles
il 10 giugno 2008
Stavros Dimas, Commissario europeo per l'ambiente
"Cara Monica, il tuo sostegno al lavoro dell'Unione europea per la protezione dell'ambiente, in particolare il tuo ruolo chiave nell'assicurare la giusta applicazione e il rispetto delle normative europee sull'ambiente è stato molto prezioso. In particolare il tuo contributo nel preparare la risposta del Parlamento europeo ai rapporti della Commissione sull'applicazione della normativa comunitaria e all'accordo in prima lettura sulla protezione dell'ambiente attraverso la legge penale ha avuto un'importanza fondamentale. Hai sempre lavorato, instancabile, per proteggere e migliorare l'ambiente per i cittadini europei e per assicurare che gli Stati membri rispettino i loro obblighi ambientali."
Romano Prodi
"Monica Frassoni, una forza della natura!"
Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale di Legambiente
"In tutti questi anni di lavoro comune ho avuto modo di apprezzare soprattutto la capacità di Monica di sapere coniugare il suo forte impegno ambientalista ed europeista. Monica ha svolto un ruolo molto importante dal suo presidio europeo per la nostra associazione, soprattutto in questi anni in cui la sponda europea ha spesso rappresentato per le politiche ambientali del nostro Paese una sponda di riferimento. Ma Monica non solo è stata un importante punto di riferimento per tutte le grandi campagne ambientaliste, è sempre stata al fianco dei tanti che in Italia e negli altri paesi europei si sono battuti per contrastare il crescente euroscetticismo e costruire insieme una casa comune europea dove ambiente, coesione sociale e diritti civili siano i pilastri su cui costruire uno sviluppo realmente sostenibile per tutti i cittadini europei. Un impegno di cui vi è ancora un grande bisogno."
Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia
"Monica Frassoni, forte della sua esperienza nell’europarlamento e della sua ampia capacità di tessere relazioni, è stata per tutto il mondo ambientalista un prezioso punto di riferimento che spesso ha consentito di districarsi nei percorsi a volta tortuosi del Parlamento e della Commissione Europea. Questo ha permesso di rendere più efficaci e puntuali le nostre azioni nei confronti delle istituzioni comunitarie su argomenti quali i cambiamenti climatici, la regolamentazione delle sostanze chimiche, la tutela delle aree di Rete Natura 2000, la caccia, l’impatto ambientale delle reti di trasporti transeuropee. Con onestà intellettuale occorre riconoscere a Monica Frassoni la capacità di aggiungere alla sua intelligenza e sensibilità quel “quid” di competenza che appare essere ormai sempre più raro nella classe politica italiana che siede a Roma o a Strasburgo."
Gianluca Felicetti, Presidente LAV
"Il Parlamento Europeo negli anni è sempre stato una voce importante per affermare nell'ambito legislativo alcuni cambiamenti positivi a favore dei diritti degli animali. Dagli zoo agli allevamenti, dalla sperimentazione alla fauna selvatica, milioni di animali sono riusciti a farsi largo grazie a voci come quella di Monica Frassoni. E importante anche che questa voce provenga dall'Italia, in genere non considerata all'avanguardia su questi temi nell'Unione Europea, da una donna capace e tenace, da una Presidente di un Gruppo Parlamentare dando con ciò maggiore autorevolezza alle iniziative per le quali la LAV ha bussato alle porte dei rappresentanti europei. La sua rielezione è fondamentale per assicurare che questa pianta di speranza, coltivata con fatica e amore a Bruxelles, non appassisca."
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