“SBLOCCA ITALIA” CON MOLTO ASFALTO E POCO FERRO PER PENDOLARI. VISIONE DA ITALIA ANNI ’60

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Logo-green_constelledorate_18Sett-page-001TRASPORTI: “SBLOCCA ITALIA” CON MOLTO ASFALTO E POCO FERRO PER PENDOLARI. VISIONE DA ITALIA ANNI ’60, CON TANTI SOLDI PUBBLICI E PROJECT FINANCING FASULLO

AUTOSTRADE TIRRENICA E ORTE-MESTRE SIMBOLI DELLO SPRECO

“Di cura del ferro per le città con treni, tram e metropolitane che mancano per i pendolari, che e’ il vero problema e deficit italiano rispetto al resto d’Europa, poco e niente. In compenso tanto nuovo asfalto, molto spesso inutile e costoso, finanziato con soldi pubblici e project financing fasullo: le priorità infrastrutturali che dovrebbero entrare nello ‘sblocca Italia’ per rilanciare, nelle intenzioni del Governo, i cantieri e l’economia del Paese sono un lungo elenco di autostrade, dalla Orte-Mestre alla Tirrenica, e strade per oltre 1400 km, in un’ottica da Italia anni ’60, che sconcerta per l’assenza delle opere incompiute e realmente indispensabili a modernizzare e rilanciare il Paese – dalla chiusura dell’anello ferroviario di Roma alle metropolitane di Torino, Catania, dello Stretto, dal secondo binario sulle linee Genova-Ventimiglia, Pontremolese, ai tram di Bergamo, Milano, Firenze”.

A PROPOSITO DI SPRECHI DA ELIMINARE CON LA SPENDING REVIEW

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Le sottoscritte Associazioni Ambientaliste chiedono di rivedere il progetto e di destinare le scarse “risorse pubbliche disponibili” per l’adeguamento dell’Aurelia con priorità alla soluzione dei suoi punti più critici, nei tratti ancora a due corsie, negli attraversamenti a raso più pericolosi e trafficati, nei tratti di attraversamento degli abitati.

Rivedere il progetto significa puntare su quattro elementi:

I CAPRICCI DI RENZI: STIAMO PERDENDO TEMPO, NON E’ LITIGANDO SULLE NOMINE CHE SI CAMBIA VERSO ALL’EUROPA

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13758054245_1938c0f6bc_mSe Renzi va avanti così, il caso della nomina del commissario europeo italiano potrebbe davvero oscurare e depotenziare le altre più importanti priorità di questi sei mesi.

Personalmente, avrei auspicato un ben diverso esordio di Renzi alla presidenza UE e avrei voluto che tanta energia fosse dedicata invece che a indignarsi per le critiche sulla Mogherini, a iniziare subito una bella e rumorosa campagna per precisare che cosa si vuole fare con la famosa “flessibilità”, contro il conformismo di molti capi di stato (e di Mario Draghi) che pretendono di continuare come se nulla fosse con le fallite politiche di “riforma” e di austerità.

IL TUNNEL DELLA VALSUSA NON E’ INEVITABILE

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ValsusaAnche oggi abbiamo un’altra conferma dell’assoluta necessità di trovare le energie per riorganizzare una forza ambientalista seria, in grado di contestare e contrastare con proposte e persone il pensiero unico su infrastrutture e trasporti che domina ancora nonostante la crisi, nonostante la scarzezza di risorse, nonostante i fatti che ogni giorno dicono chiaramente che per creare lavoro e attività economica le grandi, costose e impattanti opere infrastrutturali di trasporto non servono. Il simbolo di queste infrastrutture é il tunnel della Valsusa: inutile; costoso; a quella linea la Francia non da alcuna priorità. Le linee che vi dovrebbero arrivare sono rinviate al dopo 2030. In Italia idem. Il cosiddetto progetto “low-cost” significa in verità concentrarsi sul tunnel e basta. In piena crisi, miliardi buttati in un buco nelle Alpi. Anche se fosse un progetto che sta in piedi (e non lo é) in ogni caso non sarà una priorità per altri decenni, e solo se quella linea verrà davvero sviluppata. Peraltro ricordo che a livello europeo i soldi sono pochi e la competizione fra progetti é grande. Per il nuovo periodo 2014/20 i criteri per la concessione dei fondi sono molto più stringenti e bisognerà comunque presentare una nuova richiesta alla UE. Su questo nel Parlamento europeo ci sarà una vera battaglia. Perché NON é vero che quell’opera é inevitabile.

JUNCKER E’ L’UOMO CHE CERCHIAMO?

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10500577_736637096397144_4656612760237251331_nMercoledì 9 luglio, Jean Claude Juncker completerà il suo tour dei gruppi al Parlamento europeo, per cercare di consolidare la maggioranza che lo dovrà sostenere nei prossimi 10 anni. “Decisione presa – aveva twittato Herman Van Rompuy – il Consiglio Europeo propone Juncker come prossimo presidente della Commissione Ue”.

LA BUNDESBANK CHE ATTACCA RENZI E’ L’OCCASIONE PER FARE CHIAREZZA

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foto di blu-news.org

foto di blu-news.org

Il Presidente della Bundesbank ha duramente attaccato Matteo Renzi eD, in particolare, la sua domanda di riforma e di allentamento dei criteri di austerità che in questi anni hanno duramente represso la capacità di fare una politica positiva di rilancio dell’economia e del lavoro, in gli Stati membri inclusa l’Italia. Lo accusa, appunto, di voler aumentare il debito.

INNALZAMENTO A 250MILA FIRME PER LE LEGGI DI INIZIATIVA POPOLARE E’ UN FAVORE ALLE LOBBY

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calderoli-finocchiaro-640“L’innalzamento a 250 mila firme per la presentazione di leggi di iniziativa popolare coincide ‘casualmente’ con la nostra volontà di iniziarne la raccolta per una rigorosissima legge sui reati ambientali da inserire nel codice penale. Evidentemente la lobby trasversale dei sostenitori di chi ha inquinato e devastato l’Italia teme una legge che abbia efficacia nell’affermare finalmente il principio europeo che ‘chi inquina paga’”.

SUCCESSO O FALLIMENTO DI PRESIDENZA UE SI MISURA SU SCELTA TRA VECCHIA E NUOVA ENERGIA

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14205043894_146f997da1Nel dibattito italiano intorno al semestre europeo si parla poco o nulla di quella che sarà la decisione più importante che l’Italia dovrà gestire da domani a fine anno. Non solo, ma non è neppure chiara la posizione che il Governo italiano difenderà, e per ora sembra che coltivi solo l’ambizione di portare a casa un risultato, buono o cattivo che sia, per appuntarsi la medaglietta a fine Presidenza. Parliamo del Pacchetto Energia e Clima 2030: il successore del famoso pacchetto 20/20/20, che nel 2007 dette l’avvio a una straordinaria crescita di nuovi attori nel campo della produzione energetica e iniziò a dare concretezza al sogno di un mondo senza fossili (oltre a ridurre le emissioni e a produrre centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro e imprese).

EXPO: INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SU APPALTI E CORRUZIONE GRANDI OPERE

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Schermata 2014-06-16 alle 13.40.03VERDI EUROPEI PRESENTANO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE SU APPALTI EXPO E CORRUZIONE GRANDI OPERE

 

Monica Frassoni , Co-presidente del Partito Verde Europeo e Coordinatrice di Green Italia, ha presentato, assieme al Co-presidente dell’Egp, Reinhard Buetikofer, un’interrogazione parlamentare chiedendo alla Commissione europea la verifica della compatibilità, rispetto alla normativa comunitaria, delle deroghe per motivi di “emergenza” applicate dal governo italiano alle 82 diposizioni del Codice italiano degli appalti in vista di EXPO 2015.